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sabato 3 agosto 2013

Il viaggio del Mons Gibel 2013





Siamo arrivati a Palermo il giorno 4. Il pomeriggio in giro per la città a cena nel Ristorante Club Rosanero (tutto buonissimo).
Il giorno 5 abbiamo fatto acquisti in un supermercato: minestre liofilizzate, frutta secca e altri prodotti necessari.
Alle 8,20 del giorno 6 luglio eravamo a Terrasini, finalmente, pronti a partire per questa edizione del Mons Gibel 2013.

Il Louge Restaurant "iClub"

A Cinisi è avvenuto l’incontro con un amico di ADMO Sicilia, una foto insieme e siamo partiti.
Manfredi Salemme, Hartmut Czepluch e Agostino Domenichelli

L'incontro con ADMO Sicilia a Cinisi

Saliamo la Montagna Longa e raggiungiamo Montelepre poi veniamo invitati a Sagana da un gruppo di allevatori, cacciatori che stavano pranzando all’ombra di un vecchio casale.

Insomma non potrei mai descrivere il chiasso, le grida, gli scherzi e l’ilarità del gruppo, noi siamo stati catturati da questa allegra compagnia… pensare che dopo il dolce ci siamo messi a “sucare” i babbaluci (piccole lumachine bianche). Vino bianco a volontà aromatizzato in una caraffa di pesche.

L’Azienda ospite è quella di Genovese, allevamento e carni di cinghiale.




Alla fine ci hanno accompagnati in una casa dove dopo la doccia ci siamo potuti riposare in comodi letti.

Il giorno 7, salutati i nostri ospiti, abbiamo ripreso il cammino, seguendo una vecchia traccia di un’antica ferrovia abbiamo superato Altofonte e siamo arrivati a Piana degli Albanesi dove ci siamo accampati nella zona attrezzata “OasiLago”.
Una famiglia gestisce questo spazio nella natura selvaggia, una bella famiglia che parla l’antico albanese, come del resto in tutto il paese, c'è qualcosa nell'aria che ti fa tornare indietro nel tempo, quando le nostre città erano abitate da nuclei familiari dove i vecchi ancora contavano qualcosa e potevano trasmettere ai giovani quei valori che nella nostra cultura lentamente vengono accantonati. 
Questo popolo discende dai rifugiati albanesi che dopo la scomparsa del loro eroe Scanderbeg, sempre vincitore contro gli innumerevoli tentativi turchi di occupare l’Albania, dovettero fuggire dalla loro terra e vennero accolti in Italia dove poterono ricominciare una nuova vita.

Queste sono parte delle “regole” del popolo albanese:

“La casa dell’albanese è di Dio e dell’ospite –
All’ospite si deve fare onore offrendogli il pane, il sale e il cuore –
Per un ospite molto caro occorre il tabacco, il caffè con zucchero, l’acquavite, la carne.”

Grazie a tutti, un particolare grazie a Massimo.




8 luglio, salutiamo la famiglia albanese e ci dirigiamo verso l’imponente massiccio della Rocca Busambra, verso il bosco Ficuzza. Arriviamo a Godrano e ci fermiamo in un bar per l’ennesima birra, quindi andiamo a riposarci per la notte nel B&B Il Gorgo del Drago.

9 luglio, in parte su vecchio percorso dell’antica ferrovia ma sempre su asfalto giungiamo a Ciminna, dove finalmente trovo e riabbraccio Franco, un mio amico dal lontano 2008.
Siamo ospiti a casa sua, pranziamo sulla terrazza e nel pomeriggio ci dedichiamo al piede di Hartmut, devastato da una vescica. Si decide di mandarlo a Gangi dove giungeremo fra tre giorni in modo da farlo guarire completamente.

Manfredi e Franco

10 luglio, il mio compleanno… 66 anni! Una giornata calda e noiosa un percorso anonimo ci fa giungere a Montemaggiore Belsito dove alloggiamo in un B&B, io e Agostino ci troviamo bene, in sintonia sia nel bere che nel mangiare.

11 luglio, asfalto sempre, ma la meta che speravo di raggiungere, che desideravo ardentemente è finalmente alla portata degli occhi… Il Vecchio Frantoio!
Ci arriviamo nel pomeriggio, si trova a Scillato,  in un contesto veramente unico, circondato da olivi secolari.




Agostino e Corrado

Qui ritrovo Gloria e Corrado, amici miei dal 2008, durante la mia “discesa” da nord a sud.
Ritrovo i figli un poco più grandi… sono passati cinque anni, ma ancora il ragazzino si ricorda di me!
Passo una bellissima serata in famiglia e il mattino successivo riprendiamo il cammino ben indirizzati verso l’alto, verso le Madonie, oltre 1500 metri di dislivello.

12 luglio, a forza di salire siamo finalmente giunti a Piano Battaglia, abbiamo pranzato al Rifuglio Merlino quindi siamo scesi a Petralia ed infine arriviamo a Gangi.


Hartmut, Totò, Angela, Agostino

13 luglio, sosta a Gangi dal mio carissimo amico Totò Lovecchio, la colonna sonora del mio Sentiero Italia dalla Liguria alla Sicilia, nel 2008.

Qui da Totò all'Agriturismo Capuano si sta veramente bene. C'è la tranquillità della campagna, i panorami ed i colori adatti e in linea con la terra che li racchiude.
Totò fa il cuoco, l'agricoltore, il cantautore... è l'anima vibrante di una Sicilia folk, troppo stretta per lui ma ha ali per volare: la sua musica, le sue canzoni... passiamo un pomeriggio ed una serata indimenticabili.
Abbiamo deciso che Hartmut deve ancora fare del riposo, ci raggiungerà a Randazzo, il piede non è ancora guarito del tutto, qui a Ganci farà il pieno di birra e deliziosi piatti cucinati da Totò.

14 luglio si sale verso i Nebrodi, incontriamo un cartello del Sentiero Italia che ci dovrebbe portare alla Portella dell'Obolo, proprio sulla Dorsale... ma... forse ci siamo distratti, forse un cartello è stato tolto e così ci ritroviamo a Capizzi, in un bar, a fare colazione dopo una notte passata in tenda. Ci dicono dove dirigerci e lo facciamo subito, prima che il sole salga alto nel cielo.
Raggiungiamo la Dorsale all'ora di pranzo del 15 luglio, ci facciamo un risottino, parliamo con degli escursionisti e finalmente raggiungiamo Villa Miraglia, ricordo nel 2008 che era funzionante, piena di gente... ora è chiusa, abbandonata... montiamo la tenda e dormiamo benissimo.





16 luglio, camminare sulla Dorsale dei Nebrodi è come trovarsi nelle grandi faggete del nord con la differenza che qui abbondano i maiali selvatici, tantissimi che non si spaventano della nostra presenza, Abbiamo anche una gradita sorpresa... ma la ricordavo! Un chiosco bar nel mezzo al nulla, creato per gli allevatori, dove ci possiamo dissetare e riposare qualche minuto. Ci fermiamo per la notte in una casa della forestale dove ci accampiamo, io riesco anche ad entrare nell'edificio e a fare un buon caffè!!!
Ci troviamo a Casa Cartorari.



 Zu Nino e l'Etna
Gaetano, Maurizio, Agostino e Antonino

17 luglio, abbiamo le ali ai piedi l'Etna ormai l'abbiamo a destra, imponente e bellissima ma abbiamo fretta di giungere a Floresta dove ci potremo incontrare con il CAI di Randazzo e così è avvenuto, al Bar i due Pioppi dove ricordavo di aver mangiato un ottimo gelato nel 2008.


Con Gaetano, Antonino e Maurizio passiamo qualche ora a Floresta, giocando al calciobalilla e poi con Antonino che ci fa da guida senza gli zaini affidati a Gaetano e Maurizio che li porteranno a Randazzo, scendiamo nella bellissima area di Santa Maria del Bosco con Zu Nino amico dei tantissimi addetti della forestale.
Giungiamo a Randazzo dove veniamo accompagnati nella sede del CAI.

La sera grandissima cena con gli amici Gaetano Longhitano, Maurizio Cullurà, Antonino Crastì, Carmelo Sgroi, Enzo Mannino, Gabriele Galvagno, Lisa (Gabbatisa) Romano, Carmelo (El Bagiante), Giorgia Licita, Enzo Galvagno... Fantastica serata!!!!

Si sono aggiunti Hartmut ed Emanuele Nicastro (era presente anche l'anno scorso al Mons Gibel 2012)


 La sede del CAI di Randazzo
 Giorgia

Agostino, Emanuele e Hartmut


18 luglio, arriva anche Paola Riolfi, una maratoneta conosciuta ad Affi (VR), durante il Festival del Cammino. Dormiamo tutti alla sede del CAI.

19 luglio, si parte per l'ascesa verso l'Etna. Saliamo dalla Cisternazza, accompagnati dagli amici del CAI che ci lasciano appena termina il bosco. Seguiamo gli ometti di pietra e in breve raggiungiamo la Grotta del Gelo, c'è un abbraccio emozionante fra me e Agostino sotto lo sguardo stupito di Hartmut, Paola invece capisce la nostra emozione e si commuove.
Montiamo le tende e preleviamo la neve dalla grotta per fare la cena (solito risotto liofilizzato). Una notte fredda ci fa capire che la prossima notte sarà molto dura... siamo altre i 2000 metri.




Accampati alla Grotta del Gelo


20 luglio, una diagonale verso la strada sterrata che percorrono i pulmann dei turisti e saliamo di quota, superiamo l'osservatorio allettati da una bella birra da bere al chiosco della Torre del Filosofo, al mio GPS vedo i 3100 metri, poi scendiamo fino a 2900, alla Torre del Filosofo ma... il chiosco è scomparso, bruciato dall'ultima eruzione... ci accontentiamo allora di mettere le tende in un punto dove il vento è meno forte, senza cenare, alle 21 siamo già nel sacco a pelo, Emanuele si mette insieme a noi, siamo in tre in una tenda da due, ma si sta molto meglio, prendiamo calore dal corpo del vicino.

21 luglio si scende verso Piano Provenzana senza Agostino e Emanuele che ci lasciano per impegni precedenti. Restiamo in tre, Paola è la più forte, è anche strafelice di trovarsi su questa magica montagna e ci trascina nel suo entusiasmo verso valle. Ci fermiamo a bere in un bar e poi scendiamo fino a raggiungere il rifugio Ragabo. Hartmut decide per la camera, Manfredi e Paola restano in tenda.


22 luglio, arriva Gaetano Longhitano che trasferisce i tre rimasti nel bosco della Malabotta dove il cammino riprende sul crinale pieno di pale eoliche fino a Portella Mandrazzi dove i tre decidono di mettere la tenda in un bel prato di morbide felci.

23 luglio, discesa a Fondachelli Fantina con degustazione di cannoli straordinari alla nocciola! Salita infine sul crinale fino a poche decine di metri da Posto Leoni, non raggiunto a causa dell'eccessiva stanchezza di Hartmut, cena e... ottima dormita.

24 luglio, appena smontate le tende, fatte due o tre curve... i tre amici si sono trovati a Posto Leoni, una zona attrezzata del Corpo Forestale dove incontrano Angelo Mentire ed altri forestali.
Lavaggio di tutto, lavaggio dei corpi, comodità e acqua in abbondanza, pace e ospitalità, anche il caffè!



25 luglio l'obiettivo è Piano Margi, a trovare il vecchio amico Giovanni Ciulla, u pecuraru, amico mio dal famoso 2008, saliscendi infiniti e alla fine anche uno sbaglio... ma niente è per caso! Ci troviamo proprio di fronte al cancello della proprietà di Giovanni Ciulla!!!!
Ci abbracciamo, ci raccontiamo, ci ritroviamo finalmente! Giovanni è un mio amico, un amico VERO, meraviglioso avere amici come lui.
La sua modesta casa è a nostra disposizione, ci laviamo, pranziamo, conosciamo Gina la cavalla che lo segue ovunque insieme alla puledrina.
Passiamo la serata in pizzeria a Fiumedinisi, poco sotto di noi Nizza di Sicilia e il mare.






26 luglio, Giovanni ci accompagna fino al sentiero, sotto il monte Scuderi un'ultima foto e dopo un abbraccio si continua il nostro cammino verso Milazzo, verso gli amici che ci aspettano, verso il vero unico senso del nostro cammino: ADMO.



Siamo vicini a Dinnammare, bastava poco per arrivare al Vivaio Ziriò ma.... c'è sempre un imprevisto, un ricordo che ti fa credere di essere nel giusto e così... prendo per il Sentiero Girasi e dietro insistenza di Hartmut scendiamo in un torrente infinito, facciamo anche un bel bagno sotto una cascata e sfiniti arriviamo a Piano Gimello... Per fortuna c'è Tiziana Mendolia che ci riporta sulla retta via!!!
Vivaio Ziriò, camere, docce, cucina, frigorifero e i Boy Scouts.



Arrivano gli amici di ADMO: Anna Maria Bonanno, Chiara Stella Vetromile, Giorgio, Tiziana, i nostri amici Carmelo (Atti Pop), Angelo Allegra, Emanuele, Mimmo, Pippo, tanti altri... montiamo il gazebo, mangiamo insieme e facciamo anche una conferenza su ADMO ai ragazzi Boy Scouts che ci ascoltano emozionati.

Il giorno 27 lo passiamo a riposare.

28 luglio, arrivano in tanti e scendiamo a piedi fino a Scarcelli, Saponara, Rometta Marea, a casa di Tiziana dove la sua famiglia ci accoglie con amore.
La sera a Villa Agnese, vicino al castello di Milazzo una serata meravigliosa nel segno della comunicazione dei valori di ADMO, c'è il buffet, c'è la musica, si balla, si parla e si sta insieme come vecchi amici, si, siamo tutti vecchi amici ormai, siamo alla terza edizione del Mons Gibel, sotto un cielo che promette ancora sole, tanto sole e caldo, un caldo che non fa male perché ci scalda anche il cuore.




Lo stupendo scenario di Villa Agnese


A sera inoltrata Manfredi, Paola e Hartmut si sono magnificamente riposati nello stupendo Hotel Milazzo.




L’Hotel Milazzo è una nuova struttura 4 stelle sita all’ingresso di Milazzo in via Acqueviole e distante 1Km circa dal porto di Milazzo e dagli imbarchi per le Isole Eolie. L’area dello shopping, il centro commerciale ed il centro storico di Milazzo sono raggiungibili in pochi minuti. L’Hotel è ben equipaggiato, offre sevizio di Reception 24h, Bar, Ristorante ed è ben collegato al sistema viario utile a raggiungere tutte le località turistiche di maggiore interesse.

domenica 9 dicembre 2012

MONS GIBEL 2013 PER ADMO



 Chiara Stella, Anna Maria e Tiziana
 Cheryl e Carmelo
 Arriva Emanuele
Elisa, Francesca, Cheryl e Manfredi





CLICCA QUI PER IL SENTIERO ITALIA DA PALERMO






Ai partecipanti è richiesto un versamento di:  € 10,00 a favore di ADMO Sicilia.

c/c banca n° 010/640012 - Istituto S. Paolo - ag. 2 Palermo -
IBAN IT71 Z030 6904 6161 0000 0640 012

Ci si può aggiungere strada facendo.

Chi s’iscrive lo fa attraverso il versamento della quota sopra descritta e manleva i promotori dell’evento da qualsiasi responsabilità.

E' consigliabile la tenda, il sacco letto e indipendenza alimentare.

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Un lunghissimo cammino, circa 350 km per portare il messaggio della donazione attraverso i monti di Palermo, le Madonie, i Nebrodi ed i Peloritani in 21 tappe (tra viaggio di arrivo, trekking e viaggio di ritorno ci vogliono circa 25 giorni... 

In linea di massima si toccheranno i paesi e le località qui di seguito descritti:


Partenza da Terrasini, Montagna Longa, Montelepre, Piana degli Albanesi, Bosco Ficuzza, Godrano, Villafrati, Ciminna, Caccamo, Montemaggiore Scalo, Scillato, Piano Battaglia, Portella Mitta, Gangi, Serra Merio, Floresta, Randazzo, Etna, Piano Provenzana, Linguaglossa, Fondachelli Fantina, Posto Leone, Piano Margi, Dinnamare, Vivaio Ziriò, Saponara.



Da Piana degli Albanesi seguiremo in parte il Sentiero Italia:

1 – Terrasini – Piana degli Albanesi

La partenza è fissata dal Belvedere Terzo Millennio Lungomare - Calarossa, dal iClub Lounge, alle ore 09,30

1 – Terrasini – Piana degli Albanesi

Ci si deve dirigere verso le Cinisi, attraversando Terrasini, la direzione è Piano Margi, si sale verso la Montagna Longa
Iniziamo la scalata seguendo sempre il sentiero principale, quando saremo in cima (dove ci sono le antenne e la croce in memoria dei morti del disastro aereo), l’altimetro sarà a circa 970 m s.l.m.

Da questo punto bisogna scendere e tornare sulla strada che porta a Montelepre, quindi chiedendo indicazioni, arriveremo a Piana degli Albanesi




2 - Piana degli Albanesi (733 m) - Rifugio Alpe Cocco (945)

Lunghezza: km 20.
Ore di cammino: 5,30.
Dislivello: in salita 650 m; in disce­sa 450 m.
Difficoltà: T (numerose recinzioni da superare da Ficuzza all'Alpe Cucco).
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: bar ristoranti e negozi di alimentari a Ficuzza.
Posto tappa: rifugio Alpe Cucco (privato, aperto tutto l'anno; tel. 091/ 8208225).
Come arrivare: fino a Ficuzza con gli autobus AST da Palermo per Corleone, poi a piedi fino al rifugio (ore 1).
Descrizione: alla periferia sud-est del paese si imbocca, nei pressi dell'Ufficio Turistico, una strada sterrata che ricalca la vecchia via ferrata. Successivamente ci si dirige alla diga del lago di Piana, oltrepassata la quale si sale per sentiero alla Portella Guadalami.

Il Sentiero Italia passerà invece poco più a est, toccando Monte Giuhai, Portella Sane Agata, il versante nord del Monte Rossella, la contrada Furnazzu e Buscesci, il ponte Arcera, Torre del Bosco, Santa Barbara e, lungo l'ex ferrovia, giungerà nei pressi di Ficuzza, precisamente al vallone Rocca d'Elice. Da qui, risalendo il vallone su sentiero, si giunge a due laghetti artificiali e in breve, per tracce di sentiero, all'Alpe Cucco.



3 - Rifugio Alpe Cucco (945 m) - Ciminna (450 m)


Lunghezza: km 25.
Ore di cammino: 7
Dislivello: in salita 850 m; in disce­sa 1350 m.
Difficoltà: E (per la lunghezza e per diversi tratti di strada argillosa che possono ostacolare il cammino in caso di pioggia).
Segnaletica: qualche freccia con indicazione SI ai bivi più importanti. Punti di appoggio: bar-ristoranti e negozi di alimentari a Cefalà Diana e a Villafrati.
Posto tappa: per informazioni telefonare al numero 091/8204407.
Come arrivare: trasporto con auto­bus AST da Palermo.
Descrizione: si sale sulla strada sterrata per Mezzoiuso fino alla diramazione a sinistra per le Case del Fanuso. Si scende l'omonimo vallone per continuare a nord nel vallone d'Agnese e giungere con percorso misto alla Contrada Biveri. Dal cimitero di Godrano si percorre l'antica ferrovia fino a ovest del Pizzo Lungocucco. Si sale al Cozzo Conigliera e si discende a Cefalà Qiana. Si passa dal castello e si perde nuovamente quota fino alla periferia di Villafrati, che va attraversato per andare a percorrere per intero la Serra Capezzana.

Giunti alla strada che collega Ciminna con Baucina, la si segue verso destra per scendere a Ciminna. Il paese si può raggiungere con percorso più interessante ma più lungo attraverso la riserva di Serre du Cimmna.


4 - Ciminna (450 m) - Montemaggiore (500 m)


Lunghezza: km 30.
Ore di cammino: 8.
Dislivello: in salita 1050 m; in discesa 1000 m.
Difficoltà: E (per la lunghezza, per tratti di strada argillosa e per il guado del fiume S. Leonardo). Segnaletica: frecce rosse del SI ai bivi principali.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: per informazioni telefonare al numero 091/8993320. Come arrivare: con le autolinee AST da Palermo e da Termini Imerese.
Descrizione: si esce da Ciminna sulla strada per la Portella S. Caterina. Dal fontanile in Contrada Cernuta si imbocca una sterrata che sale a Casa Torina e poi si scende al fiume S. Leonardo all'altezza della Contrada Malonno (su percorso ufficiale del SI), all'altezza della Contrada Mercadante . Si sale a Sambuchi e si scende al Passo della Madonna, incrociando una strada asfaltata tra Casa Gallegra e Casa Baso. Si divalla ancora lungo il vallone Raffo per giungere alla stazione di Montemaggiore.
Per arrivare a Montemaggiore Belsito si può salire la cresta del Monte Scardilla, oppure percorrere la strada dismessa che attraversa i versanti meridionali dello Scardilla (percorso Camminaitalia).

Ci si congiunge comunque alla strada provinciale 1 chilometro sotto il paese nei pressi del cimitero.

5 - Montemaggiore (500 m) – Scillato (218 m)

Lunghezza: km 17.
Ore di cammino: 6.
Dislivello: in salita 800 m; in discesa 1100 m.
Difficoltà: E (può creare qualche problema il guado del torrente Salito; mulattiera cancellata dalla frana nel tratto finale e più ripido della discesa verso il Fiume Grande).
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: azienda agricola Cipolla, Associazione Culturale "Vecchio Frantoio", Contrada Firrione, Scillato, tel. 0921/63047 (sempre aperta con servizio di ristorante e di albergo).
Come arrivare: fino a Scillato autolinee SAIS da Palermo; all'azienda agricola con mezzi propri si esce dall'autostrada Palermo-Catania allo svincolo di Scillato e si percorre la s.p. 643 in direzione Polizzi (4 km).
Descrizione: si percorre la strada per Aliminusa fino al Fosso Tre VaI. lioni, oltrepassato il quale si sale a destra una mulattiera selciata che più avanti è stata sostituita da strade; diverse.
Sempre salendo si arriva alla. selletta dell'ex Feudo Soprano e si discende nel Bosco del Cardellino (lecceta) alla Casa Granza Soprana, e, nell'oliveto, a Casa Granza Sotta­na. Attraversata la s.s. 120 si scende su strada sterrata al torrente Salito, che si supera per proseguire nel vallone Fondachello. In salita si raggiunge la Contrada Giammarca quindi si perde quota per valicare; con un ponte il fiume Imera. Sotto­passando l'autostrada si perviene in breve al paese di Scillato.

6 - Scillato (218 m) - Rifugio Marini (1572 m)

Lunghezza: km 16.
Ore di cammino: 6.
Dislivello: in salita 1600 m; in discesa 250 m.
Difficoltà: E (per il notevole dislivello da superare).
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: edificio eventualmente adibile a bivacco accanto al rifugio Monte Cervi del CAS (chiuso).
Posto tappa: rifugio Marini (sempre aperto con servizio di ristoro e alloggio, tel. 0921/49994).
Come arrivare: solo con mezzi pro­pri (provenendo da Palermo uscita di Bonfornello dell'autostrada Palermo­-Catania.
Descrizione: dalla piazzetta di Scillato si imbocca via Matteotti e si raggiunge il cimitero. Qui inizia la lunga salita per le Madonie. Con una ripida strada, prima in cemento poi sterrata, si guadagna la provinciale per Collesana, che si lascia subito per salire a Casa Cava e quindi in direzione dell'evidente mulattiera a zig zag a sinistra del fosso Inferno.
A quota 1000, poco sotto una casetta in muratura, si piega verso destra per entrare nel vallone coperto da una folta lecceta. A quota 1400 ci si trova sui prati del vallone Nipitalva: lo si risale su strada sterrata per alzarsi a destra diretti nella faggeta al Cozzo Morto.
Si incontra il rifugio CAS Monte Cer­vi e, sempre seguendo la strada sterrata (che si può accorciare in qualche punto), si giunge alla Portella Colla. Al rifugio Marini si arriva percorren­do ancora un paio di chilometri di strada asfaltata e mezzo chilometro di sterrata.

7 - Casa Passo Canale (1340 m) - Petralia Sottana (975 m)


Lunghezza: km 12.
Ore di cammino: 5.
Dislivello: in salita 900 m; in discesa 1250 m.
Difficoltà: T.
Segnaletica: bolli e frecce rosse nella discesa dalla Madonna dell'Alto alla Contrada Gisa.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: albergo Madonie nel centro di Petralia Sottana o soluzione con letti a castello al Palazzetto dello Sport.
Come arrivare: autolinee SAIS da Palermo. In auto svincolo Tre Monzelli dell'autostrada PA-CT e poi la s.s. 120 fino a Petralia.

Si sale alla Portella di Mele e al Cozzo del Filatore. Sulla Costa del Pizzo dell'Inferno ci si affaccia sulle Petralie, sulle valli di Enna, sull'Etna e sui Nebrodi. Si traversa a sud il Monte San Salvatore giungendo alla Sella quotata 1735 e dotata di un fontanile ricco d'acqua anche d'estate. In breve si sale alla Madonna dell'Alto, che è il più elevato santuario mariano della Sicilia, essendo posto sulla vet­ta del Monte Alto a 1819 metri.
Si torna a quota 1735, si scende il val­lone della Cella e quindi sempre an­dando dritti nella direzione di Petra­lia Sottana, la si raggiunge con tratti di strada sterrata, di asfalto, di sen­tieri e, infine, con le scalinate che conducono nel centro.

8 - Petralia Sottana (975 m) - Masseria Marrocco (858 m)


Lunghezza: km 21.
Ore di cammino: 6.
Dislivello: in salita 800 m; in disce­sa 900 m.
Difficòltà: T.
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: nessuno. Posto tappa: per informazioni telefonare al numero 0935/643081 (posto telefonico pubblico).
Come arrivare: con mezzi propri lungo la s.s.120. 3 chilometri dopo Gangi si prende a sinistra seguendo l'indicazione per S. Mauro. Un paio di chilometri e si gira a destra per Castel di Lucio, poi ancora a destra per la Masseria Marrocco.
Descrizione: si sale alla Portella Ferrone (resti di acquedotto romano) passando dalla Fontana Bianca. Si attraversa su sterrata il rimboschimento di Savochella e si giunge al Gorgo di Pollicino per poi scendere alla Portella dei Bifolchi.

Andando sempre a est si attraversano le contrade Comunello, Abbate, Rai­no e Arenella con tratti di sterrata, asfalto e sentiero. Dal fosso Nocito si sale all'omonima masseria e alla strada asfaltata che si incrocia in Contrada Cavaliere.
Si segue la dorsale del Monte Capitano e infine si giunge alla Contrada Marrocco, con la masseria che si trova ad est del crinale a quota 858.

9 - Masseria Marrocco (858 m) - Capizzi (1100 m)


Lunghezza: km 25.
Ore di cammino: 7.
Dislivello: in salita 950 m; in discesa 700 m.
Difficoltà: T (problemi di orientamento con nebbia nel tratto sotto il crinale verso la Portella Palumba).
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: affittacamere Berna Nasca nel centro di Capizzi (via Ro­ma; tel. 0935/933177; chiuso per turno il mercoledì). Per i pasti trattoria Da Piro (via Roma, 34; tel. 933881).
Come arrivare: autolinee SAIS da Nicosia, Sberna da Messina, Lisea da Catania.

Descrizione: si traversa in costa verso nord-est per un chilometro, quindi si sale con decisione fino al crinale che si raggiunge a est del Passo Malopasseto. Per dorsale, o con un percorso prossimo a essa, si cammina alla volta delta Portella Palumba.
Un'agevole strada sterrata consente di attraversare i boschi del Pantano e della Giumenta e di giun­gere alla s.s. 117 in prossimità del Colle del Contrasto. Sempre su sterrata si toccano Casa Nasco, Casa Malaspina e, oltre una pineta e il tor­rente Calogno, si sale alla Portella Giulio. La discesa al fondo della valle a ovest di Capizzi precede la ripida salita finale per il paese lungo una mulattiera selciata a stretti tornanti che inizia dal torrente Albano.

10 - Capizzi (1100 m) -Villa Miraglia (1502 m)


Lunghezza: km 24.
Ore di cammino: 6,30.
Dislivello: in salita 900 mi in disce­sa 500 m.
Difficoltà: E (in caso di nebbia è difficile orientarsi tra Casa Tardio e la strada asfaltata che aggira il Monte di Pardo).
Segnaletica: nessuna. Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: rifugio Miraglia in prossimità della Portella Femmina Morta (servizio ristorante-albergo, sempre aperto; tel. 095/696585).
Come arrivare: lungo la s.s. 289 S. Agata di Militello-San Fratello-Cesarò-Catania funzionano le autolinee SAIS.

Descrizione: si esce a nord di Capizzi e dall'Addolorata si imbocca una strada sterrata parallela alla s.s. Caronia-Capizzi che si va a percorrere subito dopo per un breve tratto. Da quota 1181 si prende la strada asfaltata per Casa Orto Noceri, che diven­ta sterrata e che si rimonta verso Casa Amprucchia.
Scesi a Casa Tardio, si risale il versante orientale del vallone Pardo per raggiungere, a quota 1420, la strada asfaltata che attraversa a sud il Monte di Pardo.
La si segue verso destra in salita fino al termine per proseguire in un bosco di querce sulla pista alla volta della Portella Calcare. Verso est si toccano altre portelle con un percorso su strada sterrata che segue il crinale o i suoi versanti settentrionali più prossimi. Lasciando la sterrata principale alla Portella Miraglia, si giunge a Villa Miraglia con un ultimo tratto di crinale rivestito di faggi.

11 - Villa Miraglia (1502 m) - Portella Dagara (1345 m)

Lunghezza: km 24.
Ore di cammino: 7
Dislivello: in salita 550 m; in disce­sa 700 m
Difficoltà: E
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: per informazioni te­lefonare al Municipio di Floresta, (tel. 0941/662036), oppure a Don Franco che potrebbe mettere a disposizione la sacrestia della chiesa (tel. 0941/662046).
Come arrivare: a Floresta con le autolinee SAIS da Catania e AST da Messina. Da Floresta a Portella Dagara a piedi (3 ore).

Descrizione: dalla Portella Femmina Morta si segue lo stradello parallelo alla strada per Monte Baro. Giunti al­la Portella Calacudera, si imbocca la strada sterrata per Portella Maulazzo, ove si incontra un 1ago artificiale. Si cammina perdendo quota alla volta del lago Biviere per poi risalire, attraverso il bosco di Scavioli e di Mangalaviti, ai punti più alti del percorso che coincidono con la Serra Pignataro.
Col Pizzo Scavello si esce dalla faggeta per camminare sui prati della contrada, Dagara. La nostra tappa si conclude alla strada asfaltata appena sotto la Portella Dagara. Il Sentiero Italia proseguirà invece per raggiungere Floresta.

12 - Floresta (1280 m) – Randazzo (754 m)

Lunghezza: km 16.
Ore di cammino: 4.
Dislivello: in salita 200 m; in disce­sa 750 m.
Difficoltà: T.
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: a Randazzo l'hotel Scrivano (tel. 095/921126). A Bronte due alberghi (Parco dell'Etna e la Cascina).

Come arrivare: a Randazzo con i treni della Circumetnea e con le autolinee SAlS da Messina, Taormina, Catania e Capo d'Orlando. A Bronte con la Circumetnea, autolinee ISEA, SAIS e FCE da Catania.
Descrizione: dal corso principale di Floresta si prende la via del cimitero. Poco prima di raggiungerlo si piega a destra su di una strada asfaltata che scende alla Costa del Salice.
Lungo il fiume Alcantara, poco a valle delle sue sorgenti, si procede seguendo la strada asfaltata sulla sponda fluviale destra. In località S. Giacomo si attraversa l'Alcantara e si sale alla Contrada Pomarazzita per poi scendere a S. Maria del Bosco e progressivamente verso Randazzo. Ai piedi del Monte S. Marco la strada diventa asfaltata e in breve porta al­la s.s.116. Due tornanti, il ponte sul fiume Al­cantara e si entra a Randazzo.


13 - Randazzo - Grotta del Gelo

La descrizione di questo itinerario non può essere dettagliata dovendo passare su colate laviche seguendo indicazioni a”ometto”.
Da Randazzo si deve arrivare all’abbeveratoio quindi seguire il sentiero che parte direttamente dietro il punto di ristoro, ci troveremo in una grande faggeta, il sentiero seguirà una salita obliqua verso est dopo il bosco seguendo di volta in volta gli ometti posizionati da precedenti escursioni.
A quota 2020 arriveremo alla Grotta del Gelo dove potremo montare le tende.

Sarà possibile produrre acqua per cucinare dalla neve che troveremo nella grotta.

14 - Grotta del Gelo - Osservatorio

Sempre su “sentiero a ometti” e questa volta anche un pallino rosso, si deve raggiungere la strada sterrata che da Piano Provenzana conduce all’osservatorio, un itinerario molto facile e panoramico.
All’osservatorio possiamo disporre le tende nell’angolo della costruzione ad est. (ancorare bene le tende, spesso il vento è fortissimo… siamo a circa 2900 metri)


15 - Osservatorio - Piano Provenzana


Spesso questa tratta è interdetta al transito se sono previste eruzioni, ma se il transito è consentito si può raggiungere l’altra strada sterrata che dal Sapienza raggiunge la Torre del Filosofo, dove faremo sosta per bere e mangiare qualcosa al baracchino.
Subito dopo torniamo sui nostri passi e scendiamo lungo lo sterrato comodo fino a Piano Provenzana

16 - Piano Provenzana (1810 m) - Moio Alcantara (532 m)

Lunghezza: km 18.
Ore di cammino: 6.
Dislivello: in salita 250 m; in disce­sa 1550 m.
Difficoltà: E (difficoltà d'individuazione della mulattiera nella contrada Illicio) .
Segnaletica: bandiere a vernice rosso/bianche dal Monte Dolce a Moio.
Punti di appoggio: il rifugio Timpa Rossa dell'azienda forestale consente di bivaccare.
Posto tappa: a Moio non ci sono alberghi, ma solo bar e negozi di alimentari. Il Camminaitalia ha cenato e pernottato all'hotel d"Orange di Alcantara di Francavilla di Sicilia (tel. 0942/981374, oppure 981146).
Come arrivare: a Moio con le autolinee pubbliche o con i treni della Circumetnea.
Descrizione: ci si tiene in quota traversando a est e a nord il Monte Nero di Linguaglossa. Si scende al rifugio della forestale ai piedi del Monte Timparossa e quindi all'incrocio nei pressi della Grotta dei Lamponi. La pista sterrata entra nelle lave del 1947 e, sempre scendendo, conduce al Passo Silletta. ove si incontra un vecchio stazzo (o mandra) con i recinti in pietre laviche. Verso est si imbocca l'antica mulattiera della Contrada Illicio, che sfocia sulla strada asfaltata ai piedi meridionali del Monte Dolce. La si percorre a sinistra per circa 300 metri e quindi si piega a destra su di una sterrata tra muri lavici. Si incrocia la strada asfaltata Passo Piasciaro-Solicchiata e si pro­segue nella Contrada Muganazzi se­guendo i segnavia. Su asfalto si arriva a Verzella e, attraverso la Contrada Mille Cocchita, a Moio.

17 - Malvagna (706 m) - Portella Mandrazzi (1125 m)

Lunghezza: km 17.
Ore di cammino: 5.
Dislivello: in salita 950 m; in disce­sa 550 m.
Difficoltà: T.
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: nessuno (bivacco in tenda).
Come arrivare: lungo la s.s.185.
Descrizione: trasferimento in pulmino da Moio a Malvagna, dove inizia l'ultimo settore del Camminaitalia della Sicilia lungo la catena dei Peloritani. Dalla strada asfaltata che esce dalla parte superiore del paese si scende nella valle sotto Casa Porcheria per risalire sul versante opposto in direzione del Pizzo Palo. Si con­torna questa cima sulla destra proseguendo poi su di una sterrata lungo lo spartiacque. La parte finale si percorre su sentiero, sboccando sulla s.s.185 presso alcuni edifici abbandonati sulla Portella Mandrazzi.

18 - Portella Mandrazzi (1125 m) - Rifugio di Postoleoni (1022 m)

Lunghezza: km 25.
Ore di cammino: 6.
Dislivello: in salita 550 m; in disce­sa 650 m.
Difficoltà: T.
Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: rifugio forestale di Postoleoni (richiesta da rivolgere all'Ispettorato Ripartimentale delle 
Foreste di Messina; tel 080/64011).
Come arrivare: con mezzo proprio da San Lucia del Mela o da Castroreale (sul versante tirrenico) o da Mandanici (sul versante jonico).
Descrizione: si percorre la strada sterrata che si sviluppa lungo lo spartiacque passando poco oltre la Portella Mandrazzi da una grande frana. Ai piedi del Monte Tre Fontane si incontrano i ruderi di una casa cantoniera, quindi si vanno ad aggirare i Monti Sereno e Paiano. Appare imponente e sempre più vicino il Pizzo Polo, che va aggirato sul versante settentrionale, sfiorando il Pizzo Daini. Si torna sul crinale con il Monte Pietre Rosse e il Pizzo Batteddu. Il percorso si fa più tortuoso verso il Pizzo Mualio e si conclude con la di­scesa al rifugio di Postoleoni appena discosto dalla strada di crinale e situato vicino a una grande pozza d'acqua artificiale antincendio.


19 - Rifugio di Postoleoni (1022 m) - Piano Margi (859 m)

Lunghezza: km 14.
Ore di cammino: 4,30.
Dislivello: in salita 500 m; in discesa 650 m.
Difficoltà: T (qualche difficoltà di orientamento sul Monte Poverello). Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: nessuno.
Posto tappa: campeggio nei pressi del rifugio Piano Margi attualmente in stato di abbandono.
Come arrivare: con fuoristrada da Flumedinisi passando per La Santissuna.
Descrizione: si riprende il percorso di spartiacque alzandosi al Pizzo Cipolla e al Pizzo Acqua Bianca. Purtroppo l'antica via di crinale è stata più avanti allargata con sbancamenti. Pizzo Riposto, Pizzo di Mili, Pizzo Croce, Pizzo Lernieri, Monte Strassolitto sono le elevazioni che si superano per giungere al marcato massiccio del Monte Poverello. Col sentiero si sfiora la sua cima prima di scendere al Piano Margi, con la veduta della sagoma trapezoidale del Monte Scuderi.

20 - Piano Margi (859 m) - Vivaio Ziriò

Lunghezza: km 20.
Ore di cammino: 6.
Dislivello: in salita 500 m; in disce­sa 1000 m.
Difficoltà: E (mancano alcuni tratti di sentiero nella discesa a Cumia). Segnaletica: nessuna.
Punti di appoggio: le case forestali di San Caloria e di Pizzo Bottino.
Le emergenze più significative che si incontrano sono il Pizzo Cavallo, il Pizzo della Moda, il Pizzo Bottino che si aggira verso est come il successivo Puntale Bandiera. Con un tratto in vista di Messina si giunge ai piedi del Dinnamare, da qui scenderemo al Vivaio Ziriò dove faremo sosta per la notte.

21 – Vivaio Ziriò – Saponara


Vivaio Ziriò (27/7)Intera giornata dedicata alla manifestazione di chiusura del Trekking per la Vita, con grande festa di chiusura, stands e dibattiti e con la manifestazione di Gemellaggio fra le cittadine di Vernazza (SP) e Saponara (ME).

Milazzo (28/7) - Grande manifestazione in favore della donazione del Midollo Osseo che si concluderà alle ore 19,00 nel locale
“ Villa Agnese”di Capo Milazzo, penisola immersa nella natura incontaminata del Promontorio mamertino dove tra degustazioni varie, proiezioni di filmati ADMO, verremo allietati da un concerto Rock degli " ADMO BOYS"
 



dati del percorso ricavati da CAI Palermo:

http://palermo.clubalpinoitaliano.org/

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Questo trekking è classificato EE (Escursionisti esperti)